L’isola degli Arrusi

di Luana Rigolli

Una vicenda rimasta a lungo ai margini della memoria pubblica diventa il punto di partenza di una ricerca che intreccia fotografia, archivio e paesaggio. Con L’isola degli arrusi, Luana Rigolli ripercorre la storia dei quarantacinque uomini arrestati a Catania nel 1939 e confinati dal regime fascista sull’isola di San Domino per la loro omosessualità. Documenti, lettere, fotografie segnaletiche e luoghi ancora esistenti entrano in relazione con le immagini del presente, componendo una geografia della memoria fatta di assenze, sopravvivenze e silenzi. Nello spazio tra documento e paesaggio si colloca l’approccio della ricerca. Da una parte ciò che è stato registrato, classificato e conservato; dall’altra ciò che continua a esistere nei luoghi, spesso senza segni evidenti, affidato a una memoria fragile e intermittente. Le immagini contemporanee non ricostruiscono la vicenda né illustrano i documenti, ma si soffermano sulle tracce e sulle forme attraverso cui il passato continua ad abitare il presente. Oltrepassando la ricostruzione storica, la vicenda dei confinati di San Domino interroga ancora oggi i processi con cui una società definisce appartenenze ed esclusioni, riconosce alcune identità e ne marginalizza altre. Le fotografie raccolte da Rigolli restituiscono complessità a esistenze ridotte per lungo tempo a categorie amministrative, riportando l’attenzione sulle persone, sulle relazioni e sulle vite che quelle immagini continuano a custodire.

Luana Rigolli

Luana Rigolli è un’artista visiva la cui ricerca indaga il rapporto tra memoria, territorio e identità. Dopo una formazione in ingegneria civile, sceglie la fotografia come linguaggio di ricerca, sviluppando una pratica documentaria che intreccia archivi, storia e narrazione visiva. Tra i suoi progetti principali, L’isola degli arrusi, premiato al Circuito OFF di Fotografia Europea 2023, ricostruisce la vicenda del confino fascista degli uomini omosessuali alle Isole Tremiti, interrogando i processi attraverso cui le storie marginali emergono o scompaiono nella costruzione della memoria collettiva.