di Dorian Dakhlia
Avviato a Parigi nel maggio del 2024, il progetto prende forma lungo un cammino che, nell’arco di oltre un anno, ha percorso a piedi più di 4.700 chilometri tra Europa e Medio Oriente, fino a Istanbul e al confine siriano. Le fotografie nascono dall’incontro tra il movimento del corpo nello spazio e i luoghi: città, periferie, paesaggi, architetture e zone di confine osservati attraverso il ritmo lento del cammino.
La macchina fotografica accompagna questo processo come uno strumento di attenzione. Le immagini non documentano semplicemente un itinerario, ma registrano le relazioni che si instaurano tra chi attraversa un territorio e il territorio stesso.
Con il procedere del viaggio, il cammino diventa una pratica di osservazione e ascolto. Incontri, volti e racconti si intrecciano alle forme dello spazio costruendo una geografia composta tanto da elementi fisici quanto da esperienze condivise.
Tra le tappe raggiunte durante il percorso, anche il Castello di Corigliano d’Otranto. Le immagini raccolte lungo il viaggio ritornano ora nello stesso luogo, aggiungendo un’ulteriore traiettoria a una ricerca costruita sulle relazioni che nascono lungo il cammino. Le fotografie raccolte lungo il viaggio restituiscono questa relazione continua tra movimento e luogo, mostrando come ogni attraversamento produca una forma di conoscenza e trasformi, allo stesso tempo, lo sguardo di chi osserva.
Nato nel 1992, Dorian Dakhlia è un urbanista francese basato a Parigi. Geografo di formazione si è iniziato all’ esplorazione urbana di Parigi. Qui, ha incontrato il collettivo romano Stalker che s’inserisce nella continuazione delle pratiche di deriva situazioniste – forse qui cercheremo brevemente di spiegare cosa intendiamo con questo concetto , perché non tutti lo conoscono – di Guy Debord. Così, ha iniziato ad utilizzare la sua macchina fotografica per accompagnare la comprensione degli spazi. Considerando il camminare come un’ esperienza di poetica soggettiva e politica, Dorian ha iniziato nel maggio 2024 un viaggio di 4700 km a piedi da casa sua alla Turchia, luogo d’origine di parte della sua famiglia, per seguire un percorso di scoperta lenta. Nel maggio 2026 ha compiuto un altro viaggio di 2500 km tra la Grecia e la Turchia sui passi di San Paolo per interrogare le identità e la memoria dell’esilio nel mondo egeo e in Anatolia.