di Alessia Rollo
Con la ricerca quinquennale, iniziata con “Parallel Eyes” e compiutasi con “Altera Italia”, l’artista visiva interroga criticamente il modo in cui il Sud Italia è stato raccontato dalla fotografia antropologica e documentaria tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il titolo del progetto richiama il termine latino altera— “altra tra due” — e suggerisce uno spostamento di sguardo: non una rappresentazione costruita dall’esterno, ma la possibilità di una narrazione situata, capace di sottrarsi alle immagini stereotipate e cristallizzate che hanno, a lungo, definito l’immaginario del Meridione. Interventi analogici e digitali riattivano immagini d’archivio, mettendole in dialogo con nuove fotografie dedicate ai rituali contemporanei e ristabilendo continuità tra passato e presente.
L’allestimento riprende il percorso del progetto editoriale e ne segue l’andamento narrativo. Archivi e fotografie contemporanee vengono messi in relazione all’interno di un racconto, costruito con le parole della stessa artista, che accompagna il visitatore tra luoghi, rituali e immagini, restituendo il carattere immersivo della ricerca.
Lontano da una lettura folklorica o tassonomica, il rito emerge come pratica viva, ancora capace di produrre senso nel presente. L’indagine mette, così, al centro il rapporto tra immagine, memoria e territorio, restituendo nuove prospettive sulle forme con cui identità, appartenenze e trasformazioni continuano a ridefinire il Sud contemporaneo.
Alessia Rollo è un’artista visiva nata nel Sud Italia, dove vive e lavora. La sua ricerca si concentra sull’area del Mediterraneo, esplorando temi sociali legati alla memoria collettiva. I suoi progetti intrecciano pratica documentaria e linguaggi artistici, indagando le forme della comunità attraverso la riappropriazione di storie e archivi visivi. Ha esposto in musei e istituzioni internazionali, tra cui il Museo di Fotografia di Helsinki, il Museo d’Arte Contemporanea di Nanchino, l’Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, la Triennale Milano e la Fondazione Pino Pascali.I suoi lavori sono stati pubblicati in monografie e su testate come Libération, Le Monde, Internazionale, D la Repubblica e il manifesto.