Giuseppe Palumbo

The biking photographer

 
La mostra

Photographer and writer, Palumbo is a unique character in the Salento cultural landscape of the first half of the twentieth century. Either by bicycle, train or small gig, he explored Terra d’Otranto for fifty years, photographing the natural and human scenery, documenting and enhancing its sites, monuments, resources and productions.

A journalist and attentive scholar of the territory, he’s dealt with a great amount and variety of themes ranging from culture to popular traditions, archaeological and architectural heritage, collaborating with local and national periodicals. His first photographic images were before 1909: “to fix in the image the reminiscence of things which were already on their way to oblivion,” was the task he felt most dear to him... he had always done this in his long career as acute investigator of Salento popular culture, curious to discover and gather moments of labour and social life, the historical-architectural heritage and its natural beauties.

The exhibition

Salento in the first half of the 20th Century captured
through the lens of photographer Giuseppe Palumbo

 

isioni del Sud è un lavoro di ri-scoperta, reinterpretazione e valorizzazione del prezioso patrimonio di immagini raccolte da Giuseppe Palumbo, studioso e intellettuale leccese, dagli inizi del Novecento fino agli anni Cinquanta e donate dopo la sua morte al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce. Un corpus che per vastità e impostazione non ha eguali nel panorama regionale pugliese e che ne ha reso l’autore e la sua figura imprescindibili per gli studiosi e gli appassionati di “storia patria”.
Il progetto prende il via con un’esplorazione dell’Archivio di Giuseppe Palumbo, grazie alla collaborazione tra l’Istituto di Culture Mediterranee, il Museo Sigismondo Castromediano e il laboratorio di comunicazione Big Sur e le associazioni Officina Visioni e Archivio Cinema del reale. Un viaggio nel tempo alla ricerca di tracce, memorie pubbliche e private del grande fotografo e dei paesaggi umani che emergono dalle sue foto, fatto di incontri e scoperte, di documenti inediti e curiosità.
Questo lavoro di ricerca prima di approdare al Museo delle civiltà - Museo delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma ha preso forma nelle mostre-laboratorio dedicate all’opera e alla valorizzazione dell’archivio di Palumbo: nel 2015 in tre luoghi nel Salento, a Calimera, Gallipoli e Lucugnano e nel 2017 presso la Torre Matta di Otranto, uno spazio che ha ospitato, oltre alla mostra delle fotografie di Giuseppe Palumbo, le attività di fotografi, filmaker, artisti, designer, musicisti, studenti e istituzioni del territorio invitati a conoscere, rielaborare e attualizzare il patrimonio di immagini dell’Archivio.
Fotografare i luoghi e le persone è un modo per prendersene cura, preservarli dall’oblio del tempo o dell’abbandono.
È un modo per comprendere la realtà e le trasformazioni.
In questo senso l’opera di Palumbo è esemplare perché coglie gli aspetti più autentici della cultura del tempo, ritraendo paesaggi, monumenti, tradizioni e attività produttive per restituire la memoria di un Salento rurale che si muoveva verso la modernità e i repentini mutamenti culturali, contribuendo a consegnare alle generazioni future il valore dell’identità salentina e di una parte del Sud Italia.

Mostra Visioni del Sud - Giuseppe Palumbo a Otranto
Mostra Visioni del Sud - Giuseppe Palumbo a Otranto
Mostra Visioni del Sud - Giuseppe Palumbo a Otranto

Museo delle Civiltà

Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari

 
La mostra al Museo delle arti e tradizioni popolari di Roma

Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari è l'unico museo statale in Italia con competenze specifiche nel campo delle materie demoetnoantropologiche, la sua finalità è la documentazione delle tradizioni popolari di tutte le regioni italiane e conserva oltre centomila documenti, acquisiti dal 1906 ad oggi.

Il Museo nasce dalla Mostra di Etnografia Italiana tenuta a Roma nel 1911 per celebrare il cinquantenario dell’Unità d’Italia ed ha avuto per suo fondatore Lamberto Loria (1855-1913), etnologo, che dopo aver compiuto numerose spedizioni di studio in paesi extraeuropei, si rese conto, durante un breve soggiorno nel Sannio, che anche nell’Italia degli inizi del Novecento si doveva fare ricerca etnografica. Era, infatti, necessario documentare quella cultura agro-pastorale che all’epoca stava subendo grandi modificazioni a causa della progressiva industrializzazione di aree vicine e lontane e della conseguente emigrazione dai centri rurali.

Tutto il materiale documentario del Museo è attualmente fruibile al pubblico mediante numerosi servizi: la biblioteca, l’archivio storico che conserva documenti inerenti l’acquisizione degli oggetti, il gabinetto delle stampe, l’archivio fotografico, l'archivio sonoro, l’archivio di antropologia visiva, i depositi etnografici, l'ufficio inventario catalogazione e prestiti, il laboratorio di restauro e il laboratorio audiovisivo. Il Museo, infatti, per la sua specificità ed unicità su tutto il territorio nazionale, è anche un centro di raccolta dati, di ricerca e di documentazione.

Tickets

Visioni del Sud

 

Visioni del Sud

Giuseppe Palumbo - Il fotografo in bicicletta

INFO
tel. (+39)06.5926148 | (+39)06.5911848
info@visionidelsud.it


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